sabato 15 agosto 2020

23 - Le due culture

“É importante ottenere un risultato scientifico,
ma lo è altrettanto portarlo a conoscenza delle masse”.
Antonio Gramsci (1891-1937)

Intimamente connesso con i contenuti del post n°21 è il dibattito sulle “due culture”, quella umanistica e quella scientifico-tecnica, che coinvolse numerosi letterati, scienziati e studiosi di storia e di linguistica negli anni ’60 del secolo scorso; in particolare, in Italia Alberto Moravia, Ludovico GeymonatUmberto Eco, per citarne alcuni.
Nel 1959 lo scrittore e scienziato inglese Charles Pierce Snow diede alle stampe un saggio dal titolo The two cultures (tradotto in Italia nel 1964 con il titolo Le due culture), con il quale richiamava l’attenzione sulla divisione, spesso una vera e propria contrapposizione, che si era creata tra cultura umanistica e cultura scientifica; lo Snow cercava sia di risalire ai motivi storici di tale divisione, sia di fornire delle indicazioni per una soluzione del problema.
Molti gli argomenti affrontati nel dibattito che ne seguì:
  • il rapporto tra attività artistiche e scienze, pur nel rispetto delle relative particolarità e autonomie;
  • la necessità e la difficoltà nel portare a conoscenza della gente comune i significati e le possibili conseguenze delle scoperte scientifiche e delle innovazioni tecniche che ne derivano;
  • l’importanza della scuola nell’insegnamento delle materie scientifiche (Matematica, Fisica, Biologia, Chimica), che devono essere illustrate in modo critico, non dogmatico, ponendo in luce la storicità delle scoperte e la provvisorietà dei risultati raggiunti in una determinata epoca;
  • il rapporto di reciproca influenza tra economia e cultura, in particolare tra economia e scienza, la quale risulta spesso orientata dalle esigenze dell’assetto economico-produttivo delle società, pur raggiungendo talvolta, la stessa scienza, livelli autonomi di ricerca;
  • la presunta neutralità della scienza quale espressione ideologica delle strutture economico-produttive.
Comunemente, i professionisti nel Diritto sono considerati (e si considerano) esponenti di un particolare importante settore della cultura umanistica, settore che si occupa della tutela dei diritti fondamentali e degli interessi dell'uomo, al fine di garantirne una pacifica convivenza in società, il libero sviluppo della personalità e l'affermazione in termini di prestigio e di benessere economico.
Se tutto ciò è condiviso e auspicabile, non lo è l'avversione che i suddetti professionisti talvolta mostrano con tutto ciò che ha a che vedere con gli strumenti della ricerca in campo scientifico, considerando il proprio campo di azione con una sorta di monopolio rispetto al resto dei cittadini; trascurando, invece, che proprio per i motivi di cui si è detto, la conoscenza del Diritto deve essere patrimonio comune.
Questi i motivi che mi hanno sollecitato a esporre gli argomenti trattati nel presente blog in modo chiaro, con un linguaggio alla portata di tutti (come lo è la nostra Costituzione), nel tentativo di fornire le informazioni di base e un supporto critico alla gente comune per affrontare consapevolmente i problemi ordinari della vita quotidiana.
Infine, per coloro che a torto ritengono che chi si occupa di scienza sia deficitario di capacità creative (convinzione diffusa anche in chi opera nel mio settore professionale, l'Architettura), ritengo che possa essere illuminante un singolare episodio della vita di Carl Friedrich Gauss, uno dei più grandi matematici di tutti i tempi.
Un giorno, il maestro della scuola elementare frequentata da Gauss, per impegnare i piccoli allievi irrequieti con qualcosa che richiedesse molto tempo, diede loro il seguente problema: effettuare la somma di tutti i numeri naturali da 1 a 100.
Mentre tutti gli altri bambini cominciarono in religioso silenzio a sommare 1+2+3+...+100,  il piccolo Gauss scrisse i numeri in questa forma
1, 2, 3, 4, 5, ...,50,51, ..., 96, 97, 98, 99, 100
e osservò che la serie numerica godeva di una particolare simmetria, tra il numero 50 e il numero 51; in altri termini, sommando il numero 1 con 100, il numero 2 con 99, il numero 3 con 98 e così via, si potevano costruire 50 coppie di numeri la cui somma era pari a 101: (1+100 = 2+99 = 3+98 + ... + 50+51 = 101).
Pertanto, Gauss si accorse che sommare i numeri interi da 1 a 100 equivaleva a moltiplicare il numero delle coppie (50) per il risultato costante della somma dei numeri della coppia (101):
Sommatoria di n da 1 a 100 = 50 x 101
Operazione quest'ultima molto rapida da svolgere, se posta sotto la forma:
50 x 101 = 50 x (100 + 1)  = 50x100 + 50x1 = 5.000 + 50 = 5.050
Così il piccolo Gauss, dopo qualche minuto, portò il proprio quaderno con la soluzione esatta allo stupito maestro, mentre tutti gli altri suoi compagni di classe continuarono per qualche ora a sudare sulle somme progressive dei numeri naturali da 1 a 100.
Risulta evidente la capacità creativa di risoluzione di un problema lungo, noioso e facilmente passibile di errore che spesso è alla base della ricerca scientifica.
Per questo considero con molto interesse il settore della giustizia predittiva, perché affronta da una diversa angolazione e con metodo scientifico i problemi della giustizia, pur con gli innegabili limiti esposti nel post n°21.

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