venerdì 3 luglio 2020

11 - LA STRAGE DI USTICA: VOLO IH870

La sera del 27 Giugno 1980, 81 persone (4 membri dell'equipaggio e 77 passeggeri, tra cui 13 bambini), si imbarcano all'aeroporto di Bologna su un areo di linea (un DC-9) della compagnia ITAVIA per raggiungere Palermo; non vi arriveranno mai, perché, alle 20:59 di quella sera, quell'aereo precipita in mare e nessuno degli occupanti si salva.
Comincia così una delle più tormentate Stragi impunite (secondo la definizione del magistrato Ferdinando Imposimato) della nostra Repubblica.
A quaranta anni di distanza, questa la sintesi di una vicenda lunghissima e volutamente ingarbugliata, di cui potete leggere i dettagli nei riferimenti a fine post:

  • l'ipotesi accettata con valenza in sede penale e risarcitoria, riguarda il  coinvolgimento internazionale, segnatamente francese, libico e statunitense, con il DC-9 che si sarebbe trovato sulla linea di fuoco di un combattimento aereo, venendo infine bersagliato per errore da un missile, sparato da un caccia NATO contro un MIG dell'aviazione dello stato nordafricano; il quale, probabilmente, si era nascosto ai radar facendosi scudo dell'aereo passeggeri italiano (ipotesi avvalorata anche da perizie e testimonianze francesi e americane);
  • ad oggi nessuna condanna in sede penale, nonostante i procedimenti civili siano giunti alla conclusione che un missile colpì l'aereo passeggeri, causandone l'esplosione (ciò metterebbe sotto accusa l'Aeronautica Militare Italiana di essere stata incapace di difendere il cielo italiano da attacchi stranieri);
  • il 22 aprile 2020 la Corte d'Appello di Roma ha condannato il Ministero della Difesa  e il Ministero dei Trasporti a risarcire alla Società di trasporto aereo ITAVIA 320 milioni di euro, per non aver garantito la sicurezza dei cieli sopra il territorio nazionale;
  • Il 10 luglio 2017, la prima sezione civile della Corte di Appello di Palermo ha condannato il Ministero della Difesa e il Ministero dei Trasporti a risarcire 45 familiari di alcune delle 81 vittime della strage di Ustica per complessivi 55 milioni di euro;
  • la strage ha comportato oltre 300 miliardi di lire di sole spese processuali.


Nel frattempo, molte persone, coinvolte a vario titolo nella vicenda, sono morte in modo quantomeno sospetto:

  1. maresciallo Mario Alberto Dettori: trovato impiccato il 31 marzo 1987;
  2. maresciallo Franco Parisi: trovato impiccato il 21 dicembre 1995;
  3. maggiore medico Gian Paolo Totaro: trovato impiccato il 2 novembre 1994;
  4. maresciallo Antonio Muzio: omicidio, 1º febbraio 1991;
  5. generale Roberto Boemio: omicidio, 12 gennaio 1993 a Bruxelles;
  6. tenente colonnello Sandro Marcucci: incidente aereo, 2 febbraio 1992.

Altre persone coinvolte nella strage sono morte in incidenti stradali, forse causali, forse no: sta di fatto che esse erano in possesso di informazioni sulla strage, inutilizzabili dalla magistratura inquirente dopo la loro morte.
Il cinema ha dedicato alla strage numerosi films, tra cui Muro di gomma, titolo che indica il comportamento delle istituzioni italiane nei confronti delle ricostruzioni che  attribuivano la causa del disastro aereo di Ustica a un'azione militare. 
De Gregori ha dedicato alla strage la bella canzone Sangue su sangue, che "precipita senza rumore" e "non macchia, va subito via", ad indicare che è stato versato altro sangue nell'uccisione dei testimoni sopra citati per cancellare il sangue della strage (la tristezza del messaggio del testo è amplificata dal contrasto con il ritmo musicale, apparentemente allegro).
Per questo non esulto quando vedo le evoluzioni nel cielo delle Frecce tricolori, durante inutili e costose parate militari di rappresentanza: anzi, provo il naturale fastidio di chi si sente preso in giro da coloro che dovrebbero garantire la sicurezza nello spazio aereo del nostro Paese.   

riferimenti:
Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Ustica
https://www.ildialogo.org/Allegati/lavorolaurapicchistragediustica.pdf
http://amsdottorato.unibo.it/7094/1/ranciortigosa_cora_tesi.pdf


Nessun commento:

Posta un commento