Sulle pagine online del Messaggero, un lettore commenta così questa notizia:
Un tempo, non lontano, l'Arma era vista come l'unica delle forze in divisa a rappresentare la legalità e l'attaccamento ai valori di sacrificio, sempre al servizio del cittadino. Ora, ovviamente ben sapendo che le mele marce si annidano dappertutto, ci sono molti, anzi troppi casi di malaffare e comportamenti deplorevoli, gli ultimi casi non fanno altro che confutare le mie osservazioni, stupri, depistaggi, connivenze con malavitosi sono solo gli ultimi eclatanti casi...Ovviamente è difficile dargli torto, visto che il lettore in questione si limita a riferire dei fatti oggettivi, incontestabili.
Vi è però un aspetto positivo anche nella gravissima vicenda della Caserma CC di Piacenza: la denuncia, da cui è partita l'indagine sulla caserma "Gomorra", è stata fatta da un altro carabiniere, di quelli buoni (o, per meglio dire, da un vero carabiniere), che ancora ci sono; si tratta di una costante che puntualmente si è ripetuta in molti casi di malaffare che hanno coinvolto l'Arma: le denunce di colleghi malavitosi sono partite da agenti onesti, anche a rischio della loro vita, che in alcuni casi hanno perso (si vedano i miei post precedenti).
Questi veri servitori dei cittadini italiani hanno infranto il "codice del silenzio", io direi il muro di omertà e di favoreggiamento, e hanno onorato il patto di fedeltà alla Repubblica Italiana che hanno suggellato al momento del loro giuramento.
Nello specifico, è bene sottolineare che il nostro ordinamento giuridico prevede una simmetria di diritti tra cittadini e pubblici ufficiali e una asimmetria di doveri tra gli stessi: in altri termini, cittadini e pubblici ufficiali hanno il diritto di denunciare fatti costituenti notizia di reato, ma solo i secondi hanno il dovere di farlo.
Questa regola viene spesso infranta, purtroppo:
- i cittadini spesso hanno il timore di denunciare abusi e omissioni della Pubblica Amministrazione, per paura di ritorsioni da parte della stessa (chi scrive ne riceve di continuo);
- molti pubblici ufficiali dimenticano spesso il loro dovere, perché adempiendovi si metterebbero contro colleghi o comunque altri funzionari e dipendenti pubblici, tra i quali vige una sorta di "patto di non belligeranza", considerando i cittadini come sudditi, piuttosto che come lo Stato da servire e dal quale sono pagati.
Per rendere concreto il discorso, al solito riporto alcuni casi capitati a me personalmente nel corso della mia attività:
1) qualche anno fa mi venne rifiutato un accesso agli atti, ex Legge 241/1990, relativi alla documentazione del plagio con contraffazione di un mio progetto commissionatomi da un Ente pubblico; la mia denuncia, dell'abuso commesso dal responsabile che voleva negarmi il diritto di prendere visione dei documenti richiesti, venne archiviata; tranne scoprire qualche anno dopo, che questo episodio si inseriva in un giro ben più ampio di appalti pubblici pilotati per i quali il suddetto responsabile e suoi degni compari di merenda sono ora sotto processo, per una serie di reati le cui condanne sommate equivalgono ad un ergastolo (per ciascuno di loro);
2) lo stesso responsabile del servizio (la definizione suona nel suo caso come un ossimoro), si era riservato abusivamente il compito di direzione lavori per una sistemazione ambientale, con il trucco di non chiedere la copertura finanziaria regionale per tale compito, che sarebbe dunque stata assegnata direttamente a lui dall'Ente pubblico presso il quale lavorava. Senonché, con l'incarico di consulente per un cittadino che lamentava la mancata realizzazione delle opere previste e finanziate (tranne la direzione lavori, per cui gli stessi lavori non potevano essere appaltati), svelai l'arcano dello stallo, che denunciai prontamente a prefettura, regione ed ente interessato, la cui amministrazione era nel frattempo fortunatamente cambiata. Oggi l'opera risulta eseguita, avendo la regione imposto la realizzazione della stessa, pena la restituzione dei fondi assegnati all'Ente per tali lavori;
3) purtroppo, è ancora in corso, sempre con lo stesso ente, un'altra questione simile, relativa alla realizzazione di infrastrutture per la riduzione del rischio sismico dell'abitato: i vari milioni di euro assegnati e devoluti sembra che siano stati abusivamente distratti e usati per l'ampliamento del cimitero comunale, piuttosto che per la realizzazione di vie di fuga e di aree di raccolta e primo soccorso, necessarie in caso di sisma.
Come dire: piuttosto che cercare di salvare le vite delle persone in occasione di terremoti (siamo in zona sismica di seconda categoria), la solita cricca di malviventi nella pubblica amministrazione ha pensato bene di assicurare un alloggio definitivo agli stessi cittadini.
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