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Nel precedente post n°30 abbiamo accennato ad una delle ragioni fondamentali per cui la riduzione dei parlamentari è compatibile con l'attuale assetto dello Stato italiano: in particolare, con la funzione legislativa svolta dal Parlamento, sgravato di molti oneri e lavoro dalla precedente riforma costituzionale dell'art.117 della Costituzione, che ha assegnato ai Consigli regionali molte materie da regolamentare, di competenza condivisa con il Parlamento o in esclusiva (definite queste ultime in via residuale, nel senso che dove non espressamente definita la competenza di Stato o Regioni, si intende materia assegnata alle Regioni).
Vediamo ora brevemente in numeri e grafici che cosa comporterebbe la riduzione del numero dei parlamentari, in riferimento ai dati interni e per comparazione con gli altri paesi del mondo:
1. 600 parlamentari, riferiti a circa 60.000.000 di abitanti, significherebbe all'incirca 1 parlamentare ogni 100.000 abitanti;
2. il risparmio su indennità, annessi e connessi, viene stimato da InfoData in circa 82 milioni di euro l'anno (credo autoblu escluse, altra perenne cambiale per gli Italiani, di cui ci occuperemo prossimamente);
Questo punto merita una piccola annotazione: 82 milioni di euro all'anno significano circa 230.000 euro al giorno risparmiati (basta fare 82 milioni diviso 360 giorni, anno commerciale), ossia l'equivalente di 8 stipendi medi annui di comuni mortali.
Pertanto, se le risorse risparmiate venissero impiegate per creare nuovi posti di lavoro, ogni anno se ne potrebbero creare circa 2.900 (8 posti x 360 giorni), ossia si consentirebbe ogni anno a quasi 12.000 persone in più (famiglie di 4 persone, in media), rispetto all'anno precedente, di vivere dignitosamente con il posto di lavoro assegnato ad un familiare;
3. per quanto riguarda assenze e presenze (quindi, effettivo impegno lavorativo in Parlamento), significativa la classifica di OpenParlamento di seguito riportata:
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4. l’Italia ha il terzo Parlamento più numeroso al mondo in termini assoluti, dopo Cina e Regno Unito, come mostra chiaramente il grafico riportato (fonte: youtrend,it):
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