L'Italia uscì distrutta dalla seconda guerra mondiale: quasi mezzo milione di vittime, tra civili e militari (11% della popolazione), edifici e infrastrutture dilaniate da un conflitto lungo, combattuto con armi di grande potenza distruttiva, con una popolazione ridotta allo stremo dal lungo ventennio fascista prima, poi dalla guerra.
Per avere un'idea della situazione dell'epoca, consiglio di vedere il film Tutti a casa, interpretato da Alberto Sordi e Eduardo De Filippo, con la regia di Comencini e la sceneggiatura di Age&Scarpelli (altri tempi, altro cinema...); oppure di cercare su internet le fotografie di bambini dell'epoca, che hanno il volto di vecchi, quasi che le sofferenze e le privazioni di una sia pure breve vita avessero impresso nei loro volti i segni di un'intera esistenza.
Per di più, gli Alleati avevano, per loro convenienza, mantenuto in piedi le strutture burocratiche e di polizia del ventennio, fortemente colluse con il fascismo; in qualche caso, avevano addirittura salvato dalla forca personaggi come Junio Valerio Borghese, il principe nero della X MAS, che decenni dopo essere stato miracolato, ci riprovò con un golpe barzelletta contro la Repubblica Italiana.
In una situazione davvero tragica per il Pese, Stella&Rizzo, nel già citato libro La casta (post n°1), raccontano che nel 1947 De Gasperi volò negli Stati Uniti, per cercare di ottenere gli aiuti previsti dal piano Marshall, pur essendo l'Italia paese nemico e sconfitto dalle Forze Alleate.
Per presentarsi a Washington, Attilio Piccioni prestò un cappotto a De Gasperi, suo compagno di partito, mentre una ditta regalò al nostro premier due valigie, per non far sfigurare l'Italia.
De Gasperi riuscì a ottenere gli aiuti finanziari richiesti, senza i quali forse il boom economico dei due decenni successivi non ci sarebbe stato.
Molti anni dopo, un altro premier, di ben altra formazione e statura politica, ha acquistato quello che è stato battezzato l'Air Force Renzi, per la modica cifra di 81 milioni di euro per il leasing, cui vanno aggiunti la manutenzione (31 milioni di euro), l’handling (12 milioni di euro) e l’addestramento dei piloti (quasi 4 milioni di euro), per un costo complessivo che arriverebbe intorno ai 150 milioni di euro in otto anni.
Tutto questo in un Paese che aveva (anno 2015) un deficit dell'ordine di 2.200 milardi di euro, circa il 130% del Prodotto Interno Lordo annuo.
Altri tempi, altra politica.

Sarà che con il nostro menefreghismo, con la presunta arte dell'arrangiarsi e non vedere oltre il proprio naso ci meritiamo solo questi personaggi? Del resto se al mondo ci sono più stupidi che furbi perché non dovrebbero approfittarne?
RispondiEliminaFossimo pure tutti stupidi come dici tu,questo è un gesto ignobile di una gravità inaudita,approffitarsi del proprio ruolo per "fregare"te ,me e 11111tutto il popolo Italiano Queste politici dovrebbero essere debellati.A vole provo vergogna e indignazione essere rappresentata da tali politici.1
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